Perché i caschi Dashel non usano MIPS (e come vengono testati per la sicurezza)
In breve: no, i caschi Dashel non usano MIPS. Dashel è un casco da bici urbano con una calotta liscia e arrotondata, progettata per scivolare fino a fermarsi in caso di caduta. Quando MIPS ha testato i caschi Dashel con il suo inserto, i nostri risultati nei crash test non sono migliorati di oltre il 5%, un valore che rientra nella normale tolleranza di un crash test. Qui sotto ti spieghiamo cos'è MIPS, perché abbiamo scelto di non usarlo e come viene testato, nel dettaglio, ogni casco Dashel.
Cos'è MIPS?
MIPS (Multi-directional Impact Protection System) è uno strato a basso attrito inserito all'interno del casco. In un impatto obliquo permette al casco di muoversi leggermente rispetto alla testa, contribuendo a ridurre le forze rotazionali che possono torcere testa e collo. È un'ottima invenzione, particolarmente diffusa nei caschi da bici da corsa e da mountain bike.
Perché i caschi Dashel non hanno MIPS?
Le forze rotazionali sono massime quando il casco fa presa sull'asfalto invece di scivolare. I caschi da corsa, spigolosi e con ampie prese d'aria, possono incastrarsi durante una caduta, così come le calotte rivestite in tessuto o con finitura opaca. MIPS aiuta a compensare questo effetto.
Dashel è stato progettato in modo diverso. La sua forma liscia e arrotondata e il peso ridotto fanno sì che offra poca resistenza quando cadi: è pensato per scivolare fino a fermarsi anziché aggrapparsi alla strada. Un casco più pesante può far continuare a ruotare la testa più a lungo mentre rallenta (l'effetto volano); un casco leggero lo riduce.
MIPS ha preso i nostri caschi e li ha testati. Il suo inserto non ha migliorato i nostri risultati nei crash test di oltre il 5%, che è la normale tolleranza di un crash test eseguito in caduta libera guidata. Ecco perché non abbiamo integrato MIPS nella struttura dei nostri caschi.
In passato MIPS ha anche promosso una campagna per chiedere all'industria dei caschi da bici di impegnarsi a restare a 185g o meno nei test di sicurezza. I caschi Dashel si collocano ben al di sotto di questa soglia, con un risultato medio di 155g.
Come si testa la sicurezza di un casco da bici?
Ogni casco Dashel è certificato secondo la norma EN 1078, lo standard europeo di sicurezza per i caschi da bici. La norma non è consultabile liberamente (è protetta da copyright e accedervi costa circa 200 £), quindi ecco cosa comporta superarla.
Il casco viene fissato con il suo cinturino su una testa di prova in metallo dotata di sensori interni. La testa di prova misura la forza g (forza gravitazionale) che la testa subisce in un incidente, dove 1g equivale alla forza di gravità. Viene lasciata cadere in caduta libera guidata da diverse altezze, per riprodurre incidenti a velocità diverse.
I caschi vengono fatti cadere su due incudini metalliche: un'incudine piatta, che simula l'impatto con la strada, e un'incudine a cordolo, che simula l'impatto con un marciapiede o un gradino.
Quali parti del casco vengono sottoposte ai crash test?
Un casco da bici deve proteggere fronte, nuca, lati, tempie e sommità della testa, per questo viene testato con impatti su parte anteriore, posteriore, lati e sommità. Dato che pedalerai con qualsiasi tempo, i caschi vengono testati anche a temperature estreme: congelati per ore sotto i -20°C e riscaldati per ore sopra i 50°C. Altri test prevedono impatti dopo un invecchiamento artificiale con raggi UV e acqua.
Anche il sistema di ritenzione viene testato, per garantire che il casco non si sfili facilmente dalla testa e che cinturino e fibbia non cedano sotto sforzo.
Quale risultato deve ottenere un casco per superare il test?
Se la testa di prova registra 250g o più in qualsiasi momento del test, il casco non lo supera. La medicina non conosce ancora l'esatto livello di impatto che provoca una commozione cerebrale, perché non esiste un modo sicuro per misurarlo, quindi ogni impatto deve restare al di sotto di quel limite.
I laboratori di prova britannici a cui ci affidiamo applicano un margine più severo: anche 245g sarebbe un risultato negativo, per tenere conto di tolleranze e anomalie nei test. Potresti sentire alcuni marchi dire che i loro caschi "superano le norme di sicurezza", ma ogni casco certificato deve restare ben al di sotto dei 250g per essere approvato.
Perché Dashel non copre di più la parte posteriore della testa?
Abbiamo progettato Dashel per gli spostamenti in città, basandoci sui dati relativi a come cadono di solito i ciclisti urbani. Prova a inclinare la testa all'indietro: sentirai la base del cranio avvicinarsi alle spalle. Non volevamo un casco che, in una caduta all'indietro, potesse colpire la parte alta della colonna vertebrale.
Sport diversi richiedono livelli diversi di copertura di testa e collo. I nostri caschi da bici urbani sono pensati per gli spostamenti quotidiani e per l'uso di tutti i giorni, non per il ciclismo su strada agonistico, la mountain bike, lo snowboard o la moto.
Come deve calzare un casco Dashel?
Nessun casco può proteggerti se non calza bene o se i cinturini non sono allacciati correttamente, perché in caso di incidente si sposterebbe.
- Posiziona il casco dritto sulla testa, 1–2 cm sopra le sopracciglia, in modo che non sia inclinato troppo in avanti o all'indietro.
- Ruota la rotella di regolazione posteriore finché il casco non risulta aderente ma non troppo stretto. Ora tutti i caschi Dashel, per adulti e bambini, hanno una rotella di regolazione.
- Regola i cinturini in modo che la "Y" si trovi appena sotto le orecchie.
- La fibbia deve trovarsi sotto il mento, non sulla mandibola. Tra il mento e il cinturino non deve passare più di un dito.
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In conclusione: andare in bici è sicuro
La sedentarietà è una delle principali cause di cancro e malattie cardiache, quindi i benefici per la salute di pedalare regolarmente superano di gran lunga i rischi.
Se a frenarti sono i capelli schiacciati dal casco, prova le nostre imbottiture lavabili argento o nere in Coolmax. Potresti rimanerne piacevolmente sorpreso.